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con sentenza della Corte Costitusionale, l'estradizione fu definitivamente negata

Il caso Venezia - Stefano Anastasia

“la follia degli onesti: per una causa giusta è giusto battersi, sempre…”

 

Stefano Anastasia è tra gli animatori di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale

Stralcio del capitolo del voto al Senato

La discussione della mozione viene fissata per il 13 Dicembre, il giorno prima del termine di countdown per l’estradizione di Pietro Venezia. La illustra Pietro Alò. Sottolinea il vasto consenso tra i gruppi nella sottoscrizione (quando arriva in Aula la mozione è firmata da un terzo dei senatori) e delimita il campo della discussione: la legge demanda al Ministro di Grazia e Giustizia la valutazione delle condizioni che devono essere ritenute sufficienti al fine di concedere l’estradizione, su questo punto il Senato è chiamato a pronunciarsi.

Alò è duro con le autorità americane e con la reticenza che sin dal primo momento hanno avuto nell’assumere una posizione in equivoca contro la possibilità che venisse comminata o, peggio, eseguita la pena di morte. Una “escalation mercato delle vacche”, così definisce l’adempimento da parte statunitense degli obblighi formali dell’articolo IX del Trattato Bilaterale: Prima l’assicurazione che la pena di morte non sarebbe stata eseguita, poi che non sarebbe stata neanche inflitta, infine l’ultima, paradossale, rassicurazione, trasmessa dall’Ambasciata il 23 Ottobre del 1995, che qualora lo Stato della Florida non dovesse rispettare gli accordi presi in sede internazionale dal Governo Federale, quest’ultimo non esiterebbe ad intervenire con la forza per ridurre alla ragione le autorità dello Stato federato. Secondo Alò, in questo modo, gli Stati Uniti d’America hanno riconosciuto che è possibile nei fatti, al di là delle norme e dei trattati sottoscritti, l’ipotesi di un atteggiamento di resistenza da parte dello Stato della Florida.

Peraltro, ricorda Alò, non va sottovalutato il clima politico e culturale della Florida, uno Stato in cui la pena di morte sarebbe tornata in auge anche a seguito degli impegni elettorali del Governatore in carica.

“E’ possibile – si chiede Alò – che Pietro Venezia debba pagare una sudditanza, oserei dire finanche psicologica, ma sicuramente politica e di fatto, del nostro Paese verso gli Stati Uniti?”

Non vi sono garanzia vere, a giudizio di Alò, intendendo dire che, alla scadenza degli adempimenti per l’estradizione, il Governo non è ancora in possesso di una dichiarazione del Governatore della Florida, né di altri. E d’altronde, avrebbe potuto essere sufficiente l’assicurazione di un Governatore il cui mandato prima o poi verrà a scadenza? Chi vincolerà il suo successore, e gli organi competenti all’accusa e al giudizio, agli impegni assunti in sede internazionale dal Governo federale?

 

 

 

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